Il comune nel corso dei secoli

Storia di Novate

Un primo documento scritto sul borgo di Novate risale al 877: si tratta di una pergamena che rappresenta l'atto notarile di passaggio di alcune terre novatesi a due sacerdoti di Milano.

All'epoca l'area era sotto l'amministrazione religiosa della Pieve di Bollate.
Politicamente faceva parte del contado della Martesana, che comprendeva le terre tra Milano ed il Lago di Como.
Al borgo di Novate ci si riferiva col termine di 'vicus', cioè centro agricolo, in opposizione a 'pagus', centro urbano.
Ma sicuramente esso subì indirettamente le vicissitudini di Milano e l'assoggettamento prima ai Carolingi, poi al governo arcivescovile, successivamente alla signoria dei della Torre e dei Visconti.
Nel 1385 la Pieve di Bollate venne inglobata al contado di Milano, territorio che arrivava a circa 10 km di distanza da Milano stessa.
Novate seguì perciò più da vicino gli eventi Milanesi e ne fu più  fortemente influenzata: l'estinzione dei Visconti nel 1447, la repubblica ambrosiana e l'affermazione della famiglia Sforza.
In quel periodo si distinguono diversi personaggi della famiglia dei 'da Novate': ad esempio i due ingegneri Vincenzo ed Antonio.
Ma soprattutto ricordiamo Bertola da Novate, specializzato in ingegneria idraulica, che partecipò alla creazione di diversi navigli: di Parma, di Mantova, di Bereguardo e Binasco, della Martesana, di Cremona. Contribuì inoltre alla costruzione del Castello di Milano nel 1474.
Nel 1451 il proprietario terriero Montolo Bossi cedeva all'opera pia più importante di Milano, il Consorzio della Misericordia, diverse terre novatesi ed in cambio chiedeva la celebrazione di 12 messe per l'anniversario della sua morte e la distribuzione di pane ai poveri di Novate.
Nel 1461 nacque la Confraternita religiosa della Natività della Vergine Maria che restò attiva fino alla fine del ?700.
Nel 1476 il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza crea il feudo di Desio e vi inglobò Novate, ponendovi a capo la sua cortigiana Lucia Marliani.
Alla morte di questa, le succedono i due figli Galeazzo ed Ottaviano Sforza.

Nel 1512 il Re di Francia Luigi XII dopo aver occupato Milano, concede il grado di Contea al Feudo di Desio.
Nel 1529, precisamente il 28 meggio, il Senatore Bernardino Busti, che possedeva numerose terre  novatesi, le lasciò in eredità al Luogo Pio Elemosiniero della Misericordia, chiedendo in cambio la costruzione di una chiesetta dedicata a San Celso in cui ogni giorno doveva esser celebrata una messa in ricordo del testatore: si tratta dell'attuale chiesa del Gesiö .
Nel '500 si distingue un abile scultore, Bernardino da Novate.
Nel 1580 il feudo viene venduto all'asta alla famiglia Manrique che vi governò per 96 anni.
Nel 1613 Desio fu innalzato a Marchesato dal Re di Spagna Filippo III , che regnava su Milano.
Il 19 aprile del 1674  Giovanni Manriqe vendette  Novate e Roserio alla Regia Camera Ducale di Milano la quale la rivendette ai Marchesi Pogliaghi.
Nel 1714 la Lombardia passa in mano agli Austriaci.
Nel 1722 si redige il primo catasto urbano di Novate, detto catasto di Carlo VI, e nel 1770 avviene il primo censimento: gli abitanti erano 970.
Il 30 Dicembre 1800 i francesi insediatisi in lombardia abolirono i diritti feudali.
Nel 1802 venne dichiarata la Repubblica Italiana con a capo dal 1805 Napoleone.
Con il congresso di Vienna la Lombardia passò nuovamente all'Austria per poi entrare nel Regno di Sardegna nel 1859.
Infine, nel marzo 1861, Novate venne inglobata nel Regno d'Italia